**Pensiero Creativo**

Ogni oggetto o strumento che utilizziamo è stato inventato da qualcuno come ad esempio la sveglia, internet, la radio, la penna, i bottoni, i teatri ecc. tutte queste invenzioni sono nate da qualcuno che ha dovuto affrontare un problema o ha visto una opportunità in una determinata situazione e quindi ha creato un modo per far diventare realtà la propria innovazione.
Il pensiero creativo è l’abilità di rompere gli schemi e l’usuale modo di pensare per poter essere in grado di iniziare a pensare in modo creativo.

Pensatori Creativi
Di seguito sono elencate alcune caratteristiche che un pensatore creativo deve avere:

  1. Sono comunicatori.
  2. Sono aperti alle critiche, pronto a nuove soluzioni ed idee, non sono spaventato dal dover valutare delle idee alternative. Apprendono sia dal successo che dagli errori, essendo sempre in grado di crescere e svilupparsi.
  3. Prendono spesso dei rischi, sono resilienti e non spaventati dall’azzardare. Sono consapevoli che lasciare la propria zona di comfort a volte è necessario per avere successo, anche se questo significa affrontare l’ignoto.
  4. Sono consapevoli, perché solo con la comprensione delle cose e delle situazioni, si è in grado di sviluppare una storia di valore. Tramite la conoscenza riescono a vedere una immagine completa del settore in cui si opera. Sono esperti in ciò che fanno ed il concetto di apprendimento lungo tutto l'arco della vita è quello che si trova alla base della propria esperienza.
  5. Sono flessibili nel cambiare e pensare fuori dagli schemi e non sono per nulla spaventati nel cambiare il proprio metodo di lavoro e, infine, sono bravi a lavorare con gli altri.

Creatività ed innovazione
Qual è la differenza tra creatività ed innovazione?
Spesso c’è una grande confusione e si confondono i termini di creatività, innovazione ed anche invenzione:
Creatività è la capacità o l’atto di concepire qualcosa di originale o inusuale.
Innovazione è l’implementazione di qualcosa di nuovo.
Invenzione è la creazione di qualcosa che non è mai stato fatto prima e che viene riconosciuta come prodotto di una unica intuizione.

Creare le condizioni per la Creatività
Un interessante approccio è quello utilizzato da Steven Johnson, nel suo libro “Dove nascono le grandi idee – Storia naturale dell’innovazione”.
Johnson ha investigato sull’habitat in cui sono nate le grandi invenzioni, descrivendo sette modelli in cui l’innovazione si presenta ogni qualvolta emerga la creatività. I sette modelli chiave identificati da Johnson sono:

  1. Il Possibile Adiacente: ogni innovazione è in grado di aprire la porta a nuove idee da esplorare. Le nuove idee sono costruite su altre idee esistenti – un esempio è quello di Gutenberg che ha sviluppato la tecnica della stampa a caratteri mobili derivata dalla pressa a vite usata per la produzione del vino.
  2. Network liquidi: lo sviluppo delle idee proviene da un numero di idee molto più ampio che si hanno in mente, ma che hanno bisogno di collegarsi. Questo si è visto nel fiorire di idee del Rinascimento ed oggi nella Silicon Valley. Gli individui diventano più bravi se agiscono in ambienti ricchi di idee. Le più brillanti idee hanno inizi confusionari ma ottimi habitat in cui incontrare persone e condividere delle idee.
  3. L’intuizione lenta: molte idee iniziano con un presentimento vago e non definito e a volte ci mettono anni per diventare concrete – a questo punto solo c’è l’illuminazione – quello che definiamo come momento “eureka” o rappresentiamo con una lampadina che si accende. Contrariamente a quanto si dice, le idee hanno bisogno di tempo per essere sviluppate – Darwin ha compreso la teoria dell’evoluzione solo dopo un certo lasso di tempo dai suoi viaggi. I moderni ambienti di lavoro continuamente sotto pressione sono distruttivi per lo sviluppo di questo modo di pensare e non danno il tempo necessario per far emergere delle intuizioni.
  4. Serendipità: il potere delle connessioni accidentali. La serendipità è fatta di felici incidenti che hanno completato delle intuizioni o aperto la porta all’adiacente possibile. Tali idee vanno a comporre i pezzi mancanti di un puzzle. La sfida consiste nello sviluppare delle idee che favoriscano queste idee di serendipità. I momenti di serendipità spesso avvengono nei momenti più strani – mentre si passeggia o si legge un libro. Ad esempio Google sta sperimentando come sviluppare delle idee in serendipità nel suo team e dare loro la opportunità di collegarsi con altre idee.
  5. Errore: grandi successi sono stati conseguiti per errore. Flemming ha scoperto la penicillina per errore ma era, in termini di conoscenza e competenze, in grado di comprendere perfettamente cosa succedeva e come approfittarne per la sua idea – di apprendere dall’errore. “Gli errori spesso creano un percorso che ci guida fuori dalle ipotesi abituali”. “Essere nel giusto ti tiene nel posto legittimo. Essere nell’errore ti forza ad esplorare”.
  6. Exattazione: prestare e connettere. Gutenberg ha modificato la pressa per il vino non perché era interessato al vino ma perché ha preso in prestito una vecchia tecnologia per poter realizzare la sua idea. La storia dell’innovazione abbonda di exattazione incluso il World Wide Web – una sorta di contaminazione che è andata ben oltre la originaria idea di condivisione di ricerche accademiche in formato di ipertesto. La fortuna favorisce le menti connesse.
  7. Piattaforme: ci sono degli ambienti che favoriscono l’innovazione più di altri. La barriera corallina fornisce una piattaforma, o habitat, che ha fatto evolvere una grande diversità nelle forme di vita. Le piattaforme aprono le porte all’adiacente possibile.

**Pensiero Divergente e Convergente**

Joy Paul Guilford, uno psicologo Americano, nel 1967 ha sviluppato un interessante approccio nel descrivere il pensiero creativo. Ha inventato i termini di pensiero convergente e divergente.
Pensiero Divergente è il processo di pensiero o metodo utilizzato per generare idee creative attraverso la esplorazione di molteplici soluzioni possibili. È spesso utilizzato congiuntamente al suo collega cognitivo, il Pensiero Convergente, in cui è previsto uno specifico iter di passi logici per poter arrivare alla soluzione che, molto spesso, si dimostra essere la “soluzione” corretta. Per contrasto, il pensiero divergente si manifesta in maniera spontanea, libera, non-lineare ed in modo che ci sia una generazione di idee in un contesto molto florido. Molte possibili soluzioni vengono esplorate in un breve lasso di tempo e connessioni inaspettate vengono tracciate. Dopo il processo del pensiero divergente, le idee e le informazioni devono essere organizzate e strutturate – ciò viene fatto utilizzando il pensiero convergente. Uno dei principi del Pensiero Divergente consiste nell’abilità di generare idee nuove in un periodo di tempo limitato.
Il pensiero divergente significa anche essere in grado di pensare fuori dagli schemi, fare associazioni meno probabili di altre. Il pensiero divergente implica anche l’originalità e la capacità di aggiungere ulteriori dettagli riguardo una potenziale soluzione. È importante capire che, in effetti, sia il pensiero divergente che quello convergente contribuiscano ad ottenere una intuizione creativa.

Fonte: Realizzazione Intellettuale 3 / Peppino Franco / pag. 25 e ss.

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  • Ultima modifica: 2018/02/05 11:35
  • da peppino